Il maestro Angelico Rosati
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Consultando scritti di storia cittadina quali:
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Paolo PERETTI. Il fondo musicale della Collegiata, 1994
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Giovanni MARTINELLI, Appunti di una storia, 1995,
ci siamo resi conto che fin dal XVI secolo nella nostra città esisteva una Cappella Musicale con nobili tradizioni ed eccellenti Maestri Compositori. Citiamo i più significativi :
1591 – Giovanni RASPAUD francese, fu il primo Direttore.
1592 - Fra Taddeo da Sant’ Elpidio, agostiniano, priore del convento della città.
1633 – Fra Nicola da San. Severino, priore della comunità agostiniana di Monte Urano- paese limitrofo- dove officiava nella chiesa intitolata ai SS. Rocco e Agostino. Tale comunità sembra possedesse l’antico strumento chiamato“ il Regale” (un piccolo organo portatile con canne ad ancia ) che era occasionalmente preso in prestito, da conventi, e famiglie di religiosi dei paesi vicini, come risulta da due pagamenti di 20 baiocchi. Dalla metà del "700 trovariamo i più importanti.
1728/1748 – Filippo e Settimio CARTOCCI, unici musicisti elpidiensi consegnati alla storia della musica dalla “voce” di un dizionario, paradossalmente sconosciuti ai più.
1822/1839 – Vincenzo COLOMBATI, godé di molti successi professionali non solo come direttore di cappella: intorno al 1825 si costituì infatti il Corpo Bandistico Cittadino elpidiense, di cui egli fu il primo Direttore.
1871/1882 – Pompeo COLOMBATI, sesto figlio di Vincenzo, più conosciuto, esordisce come primo tenore nel 1858, e quasi in tutte le prime città d’Europa egli raccolse applausi. Wagner lo predilesse. A quarant’anni volle smettere, ritornò a S.Elpidio, suo paese natio, dove fu incaricato di dirigere la Cappella Musicale della Collegiata.
1883/1919– Angelico ROSATI fu l’ultimo Maestro.
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Angelico Rosati, di Luigi, nato a Cantiano (P.S) il 17 marzo 1857, musicista affermato non ancora ventenne, diplomato il 27 ottobre 1876 venne subito iscritto come “Socio Onorario” alla prestigiosa Accademia Filarmonica di Bologna nella classe dei Maestri Compositori e Direttori d’Orchestra.
Nell’ottobre 1874 entrò nel liceo musicale di Bologna alla scuola di contrappunto e composizione.
Vi studiò pure armonia con il M° Alessandro Busi che gli professò sempre continua ed affettuosa amicizia e molta ammirazione per le sua qualità di musicista.
Licenziatosi da Bologna, il Busi stesso gli chiese di ricopiare tutte le composizioni delle fughe fatte dal Rosati sotto di lui, specialmente quelle a cinque parti, cosi scriveva al Rosati “prendere da qui 24 novembre 1876 in avanti, desidero avere le fughe dei miei scolari, specialmente di quelli che studiavano con amore e buona volontà”.
Una sua cantata fu riconosciuta “ ricca di meriti musicali, specialmente il preludio, l’andante obbligato a corno d’armonia, la fuga e il moderato conclusione della cantata”.
Meritò una medaglia di bronzo all’esposizione Agricola Artistica Industriale in Città di Castello
Nell’anno 1878, lodato moltissimo dal M° Domenico Mustafà (Direttore della Cappella Sistina?)
Nel gennaio del 1879 a Umbertide venne nominato titolare della scuola comunale di musica.
Nel 1881 fu nominato Socio Corrispondente dell’Associazione dei Benemeriti Italiani con sede a Palermo.
Diresse con successo nel Teatro di Umbertide (1881 carnevale) La Sonnambula ed il Pipalè.
Nel 1882 aveva 25 anni, venne nominato Maestro di Cappella e di Banda, -giudicato elegante compositore di gusto classico-.
Nel Febbraio del 1883 giunse a S.Elpidio proveniente da Umbertide, proposto da Pompeo Colombati -in procinto di partire per Milano come suo sostituto per la direzione del Corpo Filarmonico cittadino, (agosto 1883) nel 1886 fu eletto anche Maestro di Cappella.
Secondo lo storico elpidiense Luigi Pallotta suo amico e allievo “Era sempre premuroso, sempre puntuale, possedeva soprattutto una speciale valentia pel suono dell’organo, del quale aveva la sua predilezione. Sotto le sue mani l’istrumento senz’altro diveniva prodigioso, era un vero incanto! Avea la parola.”
“Cospicua dovette essere la sua produzione artistica secondo lo storico”, ma oggi purtroppo di sue composizioni nel fondo musicale della Collegiata, non c’è più traccia
“Pur essendo uno dei maestri più a lungo ed incisivamente presenti a S’Elpidio, la sua nomina non fu mai resa definitiva. Rosati rimase infatti - potenza del linguaggio della burocrazia curiale!- “con lo stipendio fisso in via provvisoria” fino all’ultimo, fu dunque, in parallelo con l’ufficio musicale ecclesiastico, Direttore di banda comunale, incarico dal quale avrà tratto – dati i tempi – le maggiori soddisfazioni professionali.” (Peretti)
“Morì improvvisamente –tra il generale compianto il 7 gennaio del 1919, venendo sepolto nel famedio del cimitero cittadino - dopo 36 anni di onorata e feconda permanenza, lasciando alla città un prestigioso figlio, Tito , violoncellista e maestro del suo strumento, assurse a fama maggiore del genitore.
Diplomatosi al “G. Rossini” di Pesaro con il M° Pietro Mascagni direttore – il diploma è conservato nella sede della banda cittadina - Tito divenne tanto famoso, da suonare nelle migliori formazioni del tempo- celebre la sua presenza nel quartetto dell’Accademia di Santa Cecilia – con contatti con i maggiori protagonisti del mondo musicale di allora, da Toscanini a Stravinskij.
Tito Rosati fu anche insegnante ed intimo amico, come questi ricorda nelle sue biografie, del grande tenore marchigiano Beniamino Gigli, che instradò nella via della musica al Santa Cecilia. In una produzione discografica del Mario Lanza Fans Club, è stata trovata anche una citazione, secondo la quale Rosati per un periodo perfezionò alla musica anche lo sfortunato e bravo cantante italo- americano.” (Martinelli). |
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